Marialuna e il salvataggio dei bambini

07 Apr
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Marialuna e il salvataggio dei bambini

Marialuna era una bambina di 10 anni molto gentile, sempre pronta ad aiutare tutti. Un giorno, mentre guardava il telegiornale insieme alla famiglia vide un servizio che parlava dei bambini che soffrono la fame nei paesi dell’Africa e che, purtroppo, tante volte, troppe, muoiono di fame. Quei corpicini magri, magri, sfiniti dalla debolezza, quegli occhi spenti che sembrano chiudersi per sempre. Come è possibile che accada questo nel mondo, voleva gridare. Il cuore di Marialuna fu invaso da una profonda tristezza, da un velo nero come la notte che sembrava soffocarla. (mimo-danza delle ombre che assalgono Marialuna).

La scuola era finita e la mattina dopo andò sul lungomare della sua città, Porto S. Elpidio, per fare una passeggiata in bicicletta ed incontrare le sue amiche e raccontare loro dei bambini che soffrono la fame e cercare insieme una soluzione; quando, ad un tratto si sentì chiamare: Marialuna… Marialuna…. ho saputo che pensi con tristezza a quei bambini che soffrono la fame, quindi ti voglio aiutare.

Lei si guardò intorno incredula, stupita; ma di chi era quella voce, da dove veniva? Poi sentì una dolce musica venire dal mare e dalla schiuma delle onde comparve una bella signora. (comparsa della fata).

<Vengo da molto lontano e sono la fata custode, e vengo ad aiutare quei bambini che hanno nel cuore desideri di bontà verso i bambini che soffrono>.

Marialuna meravigliata e felice di questa visione gli chiese <ma io sono solo una bambina, che posso fare?>

La fata custode rispose <C’è un unico modo ed è molto rischioso, ma se i bambini tu vuoi salvare nel bosco nero, a mezzanotte, ti devi recare e la formula magica dovrai recitare, non dimenticare! Così volerai, volerai in altre dimensioni e non ascoltare le tentazioni, e non pensare di usare il cellulare ma nelle difficoltà a me devi pensare ed io la formula magica ti suggerirò. Ma, stai attenta alla tigre>

<Ma io ho paura, cosa mi accadrà? Perché devo andare nel bosco nero?> Chiese la ragazzina preoccupata.

La fata spiegò <Tre prove superar dovrai ed un oggetto magico troverai; grazie ad esso la piaga della fame del mondo risolverai. Se il tuo animo è buono, come io so, le prove supererai>

<Cara fata custode, non posso più sopportare il ricordo di quei bimbi che soffrono la fame, devo tentare per forza> affermò Marialuna.

Come al solito la bimba andò a dormire presto in attesa della mezzanotte. Ma il suo sonno fu tormentato da voci che si combattevano fra loro: quella di un oscuro signore <ma dove vai, sei una bambina, non potrai mai riuscire! Ma perché non te ne resti a casa come tutti i bambini e ti godi le vacanze estive, queste sono cose da grandi!> e quella della fata <ascolta il tuo cuore buono, se ti fossi trovata tu al posto di quei bambini? avresti voluto essere aiutata. Poi, se ognuno pensa solo per sé nessuno più si aiuterà>. (Azione mimo-danza delle due ombre che parlano a Marialuna)

Suonò la mezzanotte e Marialuna s’alzò di scatto dal letto e si avviò verso il bosco, ma, come entrò nel bosco si trovò davanti… due occhi gialli che squarciavano le tenebre… un animale lungo quasi due metri, enorme e sinuoso… era la tigre che la fissava. Marialuna restò paralizzata, sapeva che non doveva muoversi e fissare la tigre negli occhi… tremava dalla paura e voleva scappare ma ripensò al volto di quei bimbi affamati ed allora sentì la voce della fata che gli diceva <se l’oggetto magico vuoi trovare nel bosco devi entrare e le prove superare ma, per entrare un pelo di tigre dovrai strappare>.

Raccogliendo tutto il suo coraggio Marialuna rimase ferma a fissare la tigre e… ecco la voce della fata custode che gli suggerisce la formula magica: ESECUS MOLECUS AZZIRAS PAM. La  tigre restò immobilizzata e la bimba potè staccargli un pelo. Fatto questo potè esprimere un desiderio per proseguire nel viaggio <vieni straduccia piccola e stretta> così, davanti a lei si aprì una stradina, fra due file di alberi, che attraversava il bosco.

Dopo aver imboccato la stradina, fatti pochi metri, strani rumori, urla e gli alberi cominciarono ad animarsi e sembravano mostri dai lunghi tentacoli che volevano afferrarla, ma lei con coraggio riuscì a percorrerla tutta finché non si trovò in uno spiazzo illuminato dalla luce della luna. Quando si sentì battere sulla spalla, era un uomo dalla pelle scura e ammaccata come un cavallo fradicio con lo smoking che le disse <seguimi, ti porterò nel paese incantato dove ti divertirai e giocherai sempre senza andare più a scuola; lascia perdere questa prova spaventosa, non sono cose per bambini>.

(azione mimo-danza del mondo dei giochi)

Ma lei rispose <mai, brutto mostro, continuerò la mia strada e prenderò l’oggetto magico, vattene!> e l’uomo sparì e lei svenne per la paura.

Dopo un po’ si riprese e cambiò direzione verso sinistra. Ormai erano le due del mattino e dopo tutte quelle emozioni aveva tanto, tanto sonno, non riusciva più a tenersi in piedi per la stanchezza, ma doveva andare avanti per trovare l’oggetto magico quando… ricomparve l’uomo di prima che le disse <povera bambina dove vai, sei troppo stanca, quante ne hai passate, sei proprio coraggiosa, ma ora hai proprio bisogno di riposarti, vieni, non aver paura di me, guarda, il letto dei sogni, è meraviglioso, il materasso è come un prato fiorito ed il lenzuolo come le nuvole del cielo, ti sembrerà di volare e sognerai cose meravigliose, mettiti comoda e dormi fino a domani mattina>

<No brutto mostro! non voglio fallire la mia missione per salvare i bambini affamati> rispose Marialuna che, dando una spinta all’uomo, scappò via.

Continuò per la sua strada nel bosco quando si trovò di fronte due vecchie porte di legno, illuminate da torce, con le maniglie d’ottone, una era opaca e rovinata e c’era un cartello con su scritto “gli altri sono importanti”; e l’altra, con la maniglia lucida e luminosa come l’oro, con un cartello su cui era scritto “tu sei più importante di tutto”. Marialuna, coraggiosamente, scelse la porta con su scritto “gli altri” e si trovò davanti un tunnel illuminato da fiaccole che lo condusse davanti ad una colonna di marmo a fianco della quale c’era una roccia sulla quale c’era un solco incavato; Marialuna ebbe un’idea, che le era stata suggerita dalla fata custode: cercò tra l’erba e trovò un sasso rotondo che combaciava perfettamente con la grandezza del solco nella roccia, così lo infilò nell’incavatura, lo girò in senso orario e… all’improvviso, la parete di roccia che stava di fronte, si aprì, lei entrò… e si trovò in una caverna illuminata e accogliente e… con stupore, s’accorse che, ad illuminarla, era l’oggetto magico che aveva una forma molto particolare: sostenuto da una asse di diamante  un cerchio azzurro come il cielo dentro al quale c’era un quadrato, che sembrava solido come la terra, su cui c’era scritto: superate le prove, prendi l’oggetto magico, esprimi il tuo desiderio, ed esso verrà esaudito. Marialuna fece per allungare la mano e prenderlo quando di sentì ancora bussare sulla spalla, era il solito personaggio che le disse <brava, bravissima sei riuscita a conquistare l’oggetto magico, ora puoi esprimere i desideri che vorrai ed essi si avvereranno. Che ne dici di fare un incantesimo a quell’antipatica della tua classe che ti porta sempre in giro dicendoti che vesti come una straccione mentre lei è la più elegante della classe… dai che se lo merita perché spende tutti i suoi soldi per i vestiti e mica pensa come te ai bambini affamati>

Marialuna stava accarezzando l’idea di fare un bell’incantesimo a quella smorfiosa quando… ripensò <aspetta, quella bimba, alcune volte, in fondo è simpatica, e fa la smorfiosa solo per attirare l’attenzione perché non ha amiche con cui giocare. No, non sprecherò un desiderio per una sciocchezza simile> così corse verso l’oggetto magico per prenderlo ma l’uomo gli si mise in mezzo per impedirglielo e scatenò contro di lei il vento dell’oscurità malvagia per impedirgli di prendere l’oggetto magico (azione mimo-danza lotta contro il vento) ma, lei, riuscì  ad arrivare all’oggetto ed afferrarlo, espresse il desiderio che la fame nel mondo fosse sconfitta poi cadde a terra distrutta e si addormentò. Durante la notte, la fata custode  la fece riportare dal letto magico, dolcemente a casa e lei dormì profondamente sognando cose bellissime.

La mattina seguente accese il televisore, stavano trasmettendo il telegiornale <stamane numerosi autocarri pieni di cibo sono arrivati in ogni villaggio dei paesi poveri di tutto il mondo per sfamare quei poveri bambini che soffrono la fame e, da oggi in poi, sarà sempre così>

La bimba, tutta contenta, esclamò <si conclude così, finalmente, la sofferenza dei bambini poveri.

 

 

Classe IV^ Plesso Cretarola a.s. 2006/7

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