Scheda didattica: la mappa e le regole ortografiche

Seguendo le indicazioni della mappa sul percorso che fa la vocale per arrivare alla casa della consonante nella caverna della bocca, i bambini riescono a “visualizzare” i movimenti delle varie parti della bocca necessari a produrre i suoni di sillabe e fonemi ascoltati. Ciò risulta fondamentale per la “decodifica” dei suoni della parola detta e quindi per la sua rappresentazione tramite scrittura.

Così si comprende il perché delle regole ortografiche delle doppie e dei fonemi complessi nonché la differenza della fonazione sia di quelle consonanti “complicate” che rappresentano due suoni diversi come Ci e Ce con Ca Co Cu e Gi e Ge con Ga Go Gu nonché quando si aggiunge loro la H nella formazione di Chi e Che e Ghi e Ghe; sia il perché dei fonemi complessi.

Per i fonemi complessi bisogna tener presente ciò che ha indicato Dante Alighieri nel “De vulgari eloquentia” nello stabilire le regole del volgare, cioè dell’Italiano: oltre alla Lingua d’Oc e quella d’Oil, che tutti ricordiamo, c’è la lingua del Sì, cioè l’Italiano: “la lingua dove il sì sona” e per questo essa è una lingua scivolosa (non a caso la S è la lettera, in italiano, con più parole e la lettera più presente nei fonemi complessi). Per questo motivo si comprende anche perché la P e la B rifiutano davanti a loro la N e vogliono solo la M: perché i denti costituiscono barriera e impediscono, nella nostra lingua, lo scivolamento della N verso Pe B mentre la M abita con loro sulle labbra.

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